La storica Opera Charitas fa un passo nella modernità
Sonvico 7 maggio 2018

Dal 1930 è un tassello importantissimo per tutta la società del Luganese. Sabato l’istituto è nato per la seconda volta.
L’Istituto Opera Charitas di Sonvico, la casa anziani presente sul territorio dal 1930, è stata ufficialmente inaugurata sabato mattina dopo che era tornata a pieno regime già alla fine del 2017. Moltissime le persone presenti, sintomo dell’attaccamento della popolazione nei confronti della struttura.
Nel corso dell’evento, proseguito anche nel pomeriggio, è stato possibile visitare l’intera struttura, toccando con mano quanto di bello e utile è stato fatto per la comunità, per gli ospiti e per chi lavora giornalmente all’interno di questo storico, ma ormai moderno stabile.
Si tratta infatti di un’opera altamente funzionale che ben si integra nel contesto circostante (come piu’ volte detto dai progettisti e dalla direzione della Fondazione) e che soprattutto dialoga con esso e con la popolazione locale.
oggettistica artigianale, prodotti gastronomici, decorazioni natalizie e idee regalo, riscuotendo grande interesse e apprezzamento da parte dei visitatori.
Un esempio lampante e lo snack bar appena concepito: “L’idea – ha affermato il direttore John Baldi – è quella di aprirci alla popolazione, offrendo spazi che possano essere frequentati con piacere, rendendo ancora più condivisa e partecipata questa importante realtà del territorio. La casa anziani non è più una realtà chiusa, ma un centro aperto che vuole offrire momenti di svago alle persone che qui abitano, momenti come questi che aiutano a sentirsi a casa.”
Tutti uniti per un unico scopo: il bene delle persone anziane. Al taglio del nastro sono intervenuti il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Paolo Beltraminelli, il presidente della Fondazione Battista Ghiggia e il sindaco di Lugano Marco Borradori. Momento elettivo e centrale della mattinata di sabato è stato ovviamente la benedizione da parte del vescovo Valerio Lazzeri.
Il cerchio si chiude
L’inaugurazione, la festa, i discorsi e l’attaccamento alla struttura sono stati un evento significativo che chiude il faticoso fardello di 5 anni e mezzo e ricorda il Parco Maraini, dovuto alle opere di ricostruzione e ampliamento della casa anziani. Anni di lavoro che hanno lasciato in eredità una struttura di altissimo livello, seconda a nessuno visto le innovative idee messe in campo, frutto di un investimento che si aggira intorno ai trenta milioni di franchi. Un immobile moderno. Una nuova vita, un nuovo inizio, che ha reso felici non solo le persone che abitano e animano l’edificio, ma anche il direttore, John Baldi, che in questo progetto ha sempre creduto fermamente e con entusiasmo: “Finalmente ci siamo. Non vogliamo che questa inaugurazione sia fine a sé stessa. Vogliamo poter ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto quest’opera strutturale e che ogni giorno rendono viva la struttura a beneficio degli ospiti.”
(MABO – GIORNALEdelPOPOLO)
